Atteggiamento di indifferenza
Atteggiamento di empatia
Questa coppia di atteggiamenti commisura la vicinanza emotiva che gli interlocutori esprimono dialogando. I sinonimi ci aiutano a scoprire pienamente il loro significato.
I sinonimi di indifferenza sono: freddezza, impassibilità, neutralità; lontano, assente, burocrate.
I sinonimi di empatia sono: comprensione, attenzione, coinvolgimento, interessamento, discorso centrato sul tu (Rogers)
Non può esserci dialogo profondamente umano quando si avverte disinteresse in coloro che ascoltano. Di fronte ad un ascolto indifferente la comunicazione non può che spegnersi. Colui che parla sente che la sua situazione per quanto drammatica e i suoi sentimenti per quanto dolorosi non significano nulla. Il suo interlocutore sente, ma non sente; ode, ma non ascolta. È una relazione io-esso, non io-tu. E’ l’atteggiamento del burocrate che parla a te, non con te; mentre risponde continua a fare altro; non ti guarda e ha piacere che tu ti renda conto che non ti guarda e che non conti nulla per lui.
L’atteggiamento di indifferenza si può considerare come ignorare; ignorare è peggio che disapprovare. Tutti conosciamo il senso di malessere che si avverte quando si è ignorati; non è soltanto l’amarezza di costatare che ciò che si dice non viene preso in considerazione; ma è la sensazione indistinta di essere rifiutati, quasi di essere di troppo. Il comportamento dell’ignorare frustra uno dei bisogni fondamentali della persona: quello di vedersi riconosciuti come valore e di ricevere considerazione per il fatto stesso di essere persona.
L’empatia è la capacità di lasciarsi coinvolgere nel mondo emozionale altrui e di prenderlo in considerazione; la persona empatica è quella che sa soffrire con chi soffre e gioire con chi gioisce; ha la singolare dote della comprensione; comprendere una persona significa mettersi dal suo angolo visuale per capire le cose come le capisce lei, adottare i suoi schemi mentali, ragionare partendo dalle sue premesse.
Comprendere è immergersi nel mondo interiore altrui, partecipare alle sue esperienze ascoltando le sue motivazioni nel silenzio delle proprie, è raccogliere e accogliere in noi l’interiorità altrui e viverla insieme almeno per un poco. È l’incontro di due esistenze cariche delle proprie vicende umane.
Comprendere una persona non significa condividere le sue idee o approvare le sue decisioni, ma rendersi conto che, nel suo quadro mentale, esse hanno una loro coerenza e una loro legittimità.
Comprendere è ben al di là del conoscere e del capire; la persona empatica è proprio quella che ha compiuto il cammino dal conoscere al comprendere; sa leggere nell’animo mentre ascolta le parole; ci mette qualcosa di più che sguardo e udito: il cuore. Nella lettura del vissuto umano gli occhi non bastano; bisogna andare al di là. L’incontro di due persone è sempre incontro di sguardi; ma nello sguardo ci può essere anche soltanto lavoro di cervello.
« Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi. Ecco il mio segreto. È molto semplice. Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Tu non dimenticarla mai »’. È il segreto che la volpe rivela al piccolo principe venuto sulla terra da un pianeta lontano per ricompensarlo dell’amicizia che le ha donato; lo racconta Saint-Éxupéry in quel suo capolavoro letterario e umano intitolato appunto Il piccolo Principe.
Quegli occhi che non riescono a penetrare nell’essenziale sono quelli della ragione, sono 1′esprit de géométrie di Pascal, quel conoscere matematico che raccoglie e cataloga dati, rivela costanti, esige e offre dimostrazioni e verifiche, fonda la scienza.
Ma per penetrare nell’intimo della persona, nell’uinverso dei suoi pensieri, paure, incoerenze, stanchezre, desideri, rimorsi… il modello conoscitivo scientifico è impotente; occorre un approccio di altro tipo, un altro strumento di conoscenza: 1′esprit de finesse, 1′intuizione del cuore, tanto facile da capire quanto difficile da definire. L’intuizione è un momento colorato del conoscere. Per lo studio dell’umano la ragione da sola è inadeguata; occorrono testa e cuore insieme, quello che Binswanger chiama il pensiero amorevole. Leggiamo tra i Pensieri di Pascal:
Noi conosciamo la verità non soltanto con la ragione, ma anche con il cuore (…) e invano il ragionamento, che non vi ha parte, cerca d’impugnarne la certezza (…). Noi, pur essendo incapaci di darne giustificazione razionale, sappiamo di non sognare; e quell’incapacità serve solo a dimostrare la debolezza della nostra ragione e non l’incertezza di tutte le nostre conoscenze (…).
Ed è inutile e ridicolo che la ragione domandi al cuore prove dei suoi primi principi, per darvi il proprio assenso, quanto sarebbe ridicolo che il cuore chiedesse alla ragione un sentimento di tutte le proposizioni che essa dimostra, per indursi ad accettarle.
Questa impotenza deve dunque servire solamente a umiliare la ragione che vorrebbe tutto giudicare, e non a impugnare la nostra certezza, come se solo la ragione fosse capace d’istruirci. Piacesse a Dio che, all’opposto, noi non ne avessimo mai bisogno e conoscessimo ogni cosa per istinto e sentimento! Ma la natura ci ha ricusato un tal dono!
II cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce: lo si osserva in mille cose.
Vi sono persone che hanno una specie di propensione innata per ciò che è umano e per gli stati d’animo dell’uomo.
Gordon Allport (1897-1968), noto psicologo americano, studioso in particolare della personalità, in un suo trattato di psicologia scrive:
Alcune persone sembrano per natura interessarsi al significato degli stati soggettivi, sentimenti, fantasie, desideri e significati interiori. Sono particolarmente sensibili alle altrui sfumature della motivazione, del conflitto, della sofferenza (…); tendono sempre a considerare la natura in termini umani (…); nella loro natura c’è una passione per il soggettivo; sono psicologi nati nel senso in cui noi applichiamo tale definizione a Shakespeare o a Dostoevskij ‘°.
Colui che parla in clima empatico non soltanto è ascoltato, ma si sente ascoltato; viene così soddisfatto il suo bisogno di sentirsi considerato e di ricevere manifestazioni d’attenzione.
Si aggiunga che, per la legge della reciprocità dei sentimenti, la considerazione positiva ricevuta viene ricambiata ed entrambi gl’interlocutori ricevono gratificazione dall’incontro. L’empatia, più di qualsiasi altro atteggiamento positivo, converte il parlare in un vero dialogo, e in definitiva trasforma il mondo degli esseri umani in un mondo di relazioni vive.
Santa Giusta (Italia). In occasione della Festa della Conversione di San Paolo, il 25 gennaio, nel contesto dell’Anno Paolino, la Parrocchia di Santa Giusta, insieme alla Società San Paolo presente sul territorio, dà vita alla singolare iniziativa della lettura integrale a puntate delle epistole di san Paolo (13 lettere) sostenuta anche da brani musicali sacri di vari artisti, che si terrà ogni venerdì alle ore 21 nella Cripta della Basilica, con inizio il 23 gennaio.
In occasione dell’Anno Paolino indetto da Benedetto XVI per la celebrazione del bimillennario della nascita dell’apostolo Paolo, il Giornalino, settimanale per ragazzi dei Periodici San Paolo, allega al suo numero in uscita giovedì 22 gennaio uno speciale Conoscere insieme, inserto di 16 pagine dedicato alla vita e alle opere dell’Apostolo delle Genti.




